Cosa c’è (di speciale) nella newsletter

Newsletter

Oramai si sa bene, oggi informarsi davvero o approfondire ciò che più ci interessa è semplicissimo, alla portata di tutti e per lo più gratis. Il vero ostacolo è farlo nel modo giusto, ma di questo già abbiamo parlato in altre occasioni.

Tra i tanti strumenti che in questo momento abbiamo a disposizione si annoverano le newsletter. La newsletter è una mail che, tramite iscrizione, può arrivare direttamente sul nostro indirizzo periodicamente (la scelta sui tempi spetta a chi la crea) ed è genericamente un insieme di contenuti di approfondimento tematico. Anche le grandi aziende negli ultimi anni si sono dotate di una newsletter, invitano generalmente chi fa acquisti sul loro sito ad iscriversi per ricevere tramite mail informazioni su promozioni, presenza di nuovi prodotti e novità. Molti, per invogliare ad iscriversi alla newsletter e quindi fidelizzare la clientela, dedicano agli iscritti particolari vantaggi come sconti e promozioni a loro riservati. La newsletter per un’azienda è oramai uno strumento fondamentale, permette non solo una raccolta dati dei clienti ma anche e soprattutto la creazione di un rapporto diretto con gli stessi, puntando a farli diventare sempre più clienti fissi e di fiducia. Funziona, è legale e, quando fatta bene, risulta essere davvero un vantaggio per i clienti oltre che per l’azienda stessa.

Ma passiamo all’informazione. La newsletter è uno strumento di cui si stanno dotando anche i più importanti mezzi di comunicazione e informazione, ma non solo. I giornali utilizzano le newsletter per dare spazio ad ogni notizia, darne anteprime, invitare a visitare il sito o a comprare il giornale cartaceo e sollecitare gli abbonamenti (ad oggi principale fonte di sostentamento per molti giornali). Molte testate stanno creando specifiche newsletter finalizzate ad approfondire argomenti specifici. Le newsletter sono gratuite, ma i sistemi con i quali vengono create permettono di richiedere ai lettori un finanziamento volontario per la crescita della stessa newsletter o del progetto editoriale in genere. Anche blogger e influencer, oramai, si stanno convertendo a questa pratica che vive un vero e proprio momento di boom. Ma quali vantaggi dà avere e essere iscritti ad una newsletter? Può essere davvero un valido strumento di informazione?

Fare una newsletter non è affatto semplice, anzi. Come ha sottolineato anche Il Post in uno degli ultimi numeri della sua “Charlie” – la newsletter dedicata ai giornali e al mondo dell’informazione – le newsletter sono oramai dei piccoli giornali. “Sono alla fine un piccolo giornale, impegnativo da curare, e su cui l’autore ha spesso bisogno di un gran lavoro di ricerca informazioni, verifica e preparazione.” Molte testate decidono di farvi lavorare i giovani collaboratori, che in questo modo si allenano nella ricerca e messa a punto di fonti e informazioni. La difficoltà nella creazione di una newsletter sta nel fatto che deve essere necessariamente un prodotto fatto sempre bene, curato in ogni dettaglio probabilmente più del giornale stesso. Questo perchè l’utente che decide di riceverla vuole che quella mail sia a lui dedicata, sia perfetta e completa delle informazioni che, iscrivendosi, cercava. Una newsletter fatta male porterà il lettore non solo a non leggerla più, ma anche a non voler più occupare spazio nella casella mail, eliminando l’iscrizione e quindi la notifica di arrivo. Al contrario, la newsletter fatta bene e che c’entri l’obiettivo per cui nasce crescerà sempre più grazie alla pubblicità e al passaparola.

La newsletter è di fatto uno strumento di informazione, deve e può essere assolutamente di qualità. Anzi, trattandosi di uno strumento innovativo e accessibile di informazione oserei dire che ne aumenta nettamente la qualità: la newsletter ci spinge ad un approfondimento a portata di mano, pronto ad essere recuperato se vogliamo leggerlo in un secondo momento, che probabilmente non avremmo fatto. Ci mette in contatto diretto con chi scrive, permettendoci di conoscere fatti e firme e avendo una visione molto più chiara rispetto a notizie e argomenti di vario genere. Senza contare il vantaggio per i giornalisti: tolte le newsletter create dai canali di informazione, cui lavora la redazione di quel canale, molte sono create da singoli giornalisti che trovano lì il loro spazio di approfondimento ottenendo, se sono bravi, il giusto successo e riconoscimento.

Mi sembra giusto, a margine di questo approfondimento, indicare alcune newsletter che seguo costantemente e che danno esempio lampante di quanto fin qui detto.

  • Le newsletter de Il Post: Il Post è, attualmente, tra i migliori organi di stampa italiani. Si tratta di una testata online, neanche troppo antica ma già molto apprezzata e conosciuta per professionalità e linea editoriale. Lavora sulle notizie certe, mai sui titoli acchiappa click e, a differenza di altre testate italiane, ha creato contenuti di livello per fidelizzare i suoi lettori (che sempre più spesso poi decidono di sostenere la testata con una abbonamento). Le loro newsletter sono varie, da Consumismi (che raccoglie le migliori offerte e consigli di acquisto e non solo) a Konrad (che approfondisce i principali avvenimenti europei spiegandoli), fino a quella sul Coronavirus nata durante il primo lockdown. La mia preferita è Charlie, una newsletter dedicata al mondo dell’informazione, non solo per deformazione professionale ma anche e soprattutto per la scelta di spiegare a fondo tutti quegli aspetti del giornalismo e dell’informazione che a volte neanche gli addetti ai lavori conoscono. Si tratta di approfondimenti veri e propri, sempre puntuali e fatti molto bene, cui vi assicuro dopo un po’ risulta difficile fare a meno.
  • Per rimanere in ambiente Il Post non si può non nominare lui, l’uomo che oramai ci spiega l’America meglio di chiunque altro: Francesco Costa. Vicedirettore de Il Post, Costa studia e racconta l’America in ogni luogo e modo da sempre, famoso è il suo podcast Da Costa a Costa e l’omonima newsletter. Come il podcast, anche questa procede ad edizioni (cioè non arriva tutto l’anno ma solo in alcuni periodi), ha l’obiettivo di raccontare nel dettaglio quel che accade in America e emblema di quanto sia fatta bene è una frase che di Francesco Costa mi ha colpita: quando gli hanno chiesto come facesse a fare così tanto e spiegare tutto la sua risposta è stata che “semplicemente, lavoro continuamente.”
  • Per rimanere in tema informazione e giornalismo segnalo volentieri una newsletter che ho scoperto da poco e mi piace molto. Il tema è il Digital Journalism e l’autore è Francesco Oggiano, giornalista Freelance ora impegnato anche nel bel progetto di Will. Il Digital Journalism è quella cosa di cui tutti sono convinti di sapere tutto e invece poi si sa poco quanto niente, insomma questa newsletter è un bel modo per raccogliere almeno qualche buona informazione.
  • La newsletter di Tlon. Spiegarvi bene cosa sia Tlon non è semplice, riprendendo dal loro sito sono “Agenzia di eventi, progetto di divulgazione culturale, aggregatore di comunità, casa editrice e libreria teatro.” Insomma fanno molto, moltissimo e seguire e supportare la divulgazione fatta bene è sempre un piacere. La loro newsletter è semplicemente una coccola settimanale con consigli di lettura, ascolto e visione. A differenza delle newsletter citate prima non ci sono approfondimenti ampi ma consigli finalizzati a far conoscere ciò che molte volte vale la pena.
  • Medusa Newsletter, una newsletter sull’antropocene. Curata da Niccolò Porcelluzzi e Matteo De Giuli, in collaborazione con NOT, questo appuntamento bisettimanale è un approfondimento diverso dal solito e sempre piacevolissimo da leggere (anche se certi argomenti credete non vi interessino, fidatevi!). Gli autori lo presentano così: “MEDUSA parla di Antropocene, dell’impronta dell’essere umano sulla Terra, di cambiamenti climatici e culturali.”
  • Quante volte sentiamo parlare di teorie di complotti che ci fanno sorridere o, ammettiamolo, ci incuriosiscono molto? C’è una newsletter completamente dedicata a questo, si chiama appunto “Complotti” ed è curata da Leonardo Bianchi, giornalista di Vice. Analizza nei dettagli le teorie del complotto, dove e perchè nascono ma anche perchè a volte siamo portati a crederci, io la trovo molto interessante.
  • Una newsletter nuova nuovissima, scritta da Lucrezia Sarnari (alias @ceraunavodka) e Anna Bardazzi. Si tratta di un progetto appena cominciato e ritengo anche questo una vera coccola, qualcosa che effettivamente abbiamo bisogno di leggere per ritagliarci un momento tutto nostro di riflessione.
  • Un bookclub che crea eventi, cose belle e anche una newsletter che seguo con piacere: si chiama Scintille, ha sede a Parma ma io lo seguo da lontano. Consigliano libri, film e cose interessanti e spero sempre che queste piccole realtà nascano e crescano in ogni città!

Queste sono solo alcune delle newsletter (quelle che seguo di più) di approfondimento e intrattenimento, ma chiaramente ce ne sono molte tematiche che vale la pena seguire in base a ciò che vi interessa. Io ad esempio ho scovato anche quella – preziosissima – di Cristina Badei che, ogni settimana, informa sulle posizioni lavorative aperte per giornalisti e comunicatori. Poi ci sono quelle delle case editrici che informano sulle nuove uscite, delle riviste culturali che raccontano i loro pezzi e chi più ne ha più ne metta.

Il consiglio è quindi cercare newsletter dedicate ai vostri interessi e approfondire quello che vi va con un mezzo che oggi c’è e per me è vincente. Non mi resta che augurarvi buona lettura.

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