Dillo con un libro

Una storia di editoria e…un libro da leggere

Parlare di editoria, di cosa oggi è e di cosa dovrebbe essere, è impresa alquanto ardua. Questo articolo non ha intenzione di farlo, se non aprendo uno spiraglio di riflessione che parte da una singola esperienza. Quella di una piccola casa editrice, nuova e che ha attirato la mia attenzione. Il motivo è presto detto: è apparsa sui social dando spazio alle parole dei lettori, alla loro voglia di esprimersi con pensieri e frasi libere.

Incuriosita dalla sponsorizzazione ho poi scoperto che si tratta di una casa editrice con una mission differente, ho chiesto loro qualche informazione e ne è venuto fuori un tripudio di cose diverse dal solito e…un bel libro da leggere! Ma andiamo con ordine.

I diritti del lettore li conosciamo un pò tutti. Ce ne ha parlato, superbamente direi, Daniel Pennac e ne aggiungiamo altri ogni volta che, da lettori, ragioniamo su noi stessi. E quelli dello scrittore? Che diritti ha chi decide, guidato da un’unica grande passione, di condividere con noi quel che ha dentro?

Da qui probabilmente parte Pop Edizioni, la casa editrice di cui fino ad ora vi ho parlato. L’idea di base è quella di svincolarsi dalla distanza tra editori e scrittori, di far diventare gli editori scrittori e viceversa. Pare assurdo? Eppure Pop Edizioni ci sta provando e…riuscendo! Pop Edizioni è stata fondata da scrittori e amanti della scrittura, lontani (soprattutto mentalmente) dalle dure leggi dell’editoria e dai suoi meccanismi commerciali. Far guadagnare gli scrittori è il loro obiettivo, trovare il modo giusto per farlo la vera sfida.

Rinunciando alla grande distribuzione ed escogitando metodi efficaci e poco dispendiosi di sponsorizzazione e buona comunicazione, Pop Edizioni vende i suoi libri unicamente sul suo sito e, incredibile ma vero, riconosce il 20% del ricavato all’autore del libro.

Il primo libro di Pop Edizioni, le cui prime 128 pagine sono scaricabili gratuitamente qui https://popedizioni.it/, è un viaggio che restituisce perfettamente lo stile di questa casa editrice. Novità, concretezza, esperimento e coraggio. Ne ho apprezzato queste doti e per questo ho deciso di scriverne, dietro non c’è altro.

Si chiama “La turista italiana” il testo di Maria Tina Bruno che mi ha accompagnato in un pò di giornate estive. L’ho letto ad agosto, in vacanza, ritrovandomi in perfetta armonia con l’ambientazione del libro. La vicenda, che vede protagonisti Claudia e Alekos, si svolge infatti durante le vacanze estive. Lei, spinta dalla sua migliore amica a cercare una distrazione di cui ha bisogno, una semplice turista; lui una guida del posto, bello e sciupafemmine. Tra i due nasce una storia e, detta così, sembra proprio un romanzo rosa. Ma è ben altro, ed è oltre quello che ci si aspetta. E’ tutt’altro, è talmente poco scontato da leggerti un po’ dentro.

Una storia leggera che leggera realmente non è, che trasmette messaggi in modo semplice ma diretto, che ci parla di tante cose e ci racconta una storia. I personaggi si svelano man mano, tramite le loro parole e il loro approccio alle situazioni. Vivendo una vicenda che ci prende, imparano loro stessi a scoprirsi. Ci sentiamo protagonisti di un viaggio nella loro interiorità. Veniamo trascinati in un mondo a parte, quasi surreale, in cui i ruoli a volte si confondono e le persone si divertono a stare nei personaggi che per sé stessi inventano, fino a far crollare le loro stesse “maschere”.

La storia di Claudia e Alekos è quella di due facce di una stessa medaglia. E’ la storia di chi vorrebbe scappare da sé stesso, per poi scoprire che forse il modo migliore per vivere è non scappare da nulla. Da te stesso non fuggi, anche cambiando nazione.

Con loro, sempre in scena, altri personaggi che mai fanno da contorno. Sono anche loro storie che si intrecciano, che vivono intensamente e ci fanno vivere le loro vicende come fossero nostre.

La scrittura scorrevole e mai banale rende piacevole la lettura di questo romanzo, dal finale affatto scontato e che scaccia via, pagina dopo pagina, la paura di trovarci di fronte alla solita, trita e ritrita, storiella d’amore. A rendere più interessante il romanzo, allontanandolo dalla banalità, le note a piè di pagina (che legge chi vuole, parola d’autore!) che danno notizie in più direttamente al lettore. Ancora, l’inserimento di foto e la scelta di affrontare in modo diverso, inserendola nella storia, una tematica d’attualità complessa. L’uso del web, dei danni che può provocare a chi lo usa male, del come le donne, facendo rete, possano fare la differenza. Il sesso, il revenge porn e temi che paiono tabù vengono inseriti in maniera fluida nella storia, portando spunti di riflessione interessanti (date uno sguardo a questa pagina https://www.facebook.com/Donnenonfateloinrete/).

Editoria che nasce invece di morire, libri che escono a dispetto di tutto, storie di chi ci crede nonostante i tempi che cambiano. C’era il bisogno di condividerlo, l’ho fatto così. In bocca al lupo a chi, come Pop Edizioni, crede nella forza delle parole.

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