Psicosi cultura

Un diverso Portami Altrove per affrontare giorni con meno eventi e tanta paura

L’inizio di ogni mese, per questo blog, significa sempre fare incetta di eventi, raccoglierli in un articolo, cercare le curiosità e scegliere, per chi scrive e per chi legge, l’evento più figo a cui partecipare, il posto più bello in cui andare.

Questo post appare all’inizio del mese ma si discosta dai soliti articoli da giro di calendario, un po’ per mia volontà un po’ per cause di forza maggiore. In questi giorni tanti eventi, festival, incontri sono stati cancellati, rinviati, modificati. Dal Festival Internazionale del Giornalismo, passando per le semplici manifestazioni culturali di ogni città e università, fino ai numerosi grandi festival editoriali, gastronomici e di ogni genere oggi in dubbio. Insomma, il calendario in questo momento ha ben poco senso, lo consultiamo senza poter segnare appuntamenti perchè tanto chi lo sa, forse dovremo restare a casa.

Qualche giorno fa, però, sono stata aggiunta ad un gruppo facebook. Si chiama DECAMERON- storie e antidoti per una buonanotte. “Questo gruppo nasce per il desiderio di raccontarci storie che ci aiutino a passare bene e a condividere questo momento in cui la chiusura dei teatri, dei cinema e tutte le altre misure prese con ordinanze e decreti contro la diffusione del contagio da coronavirus sembrano aver messo in pausa le nostre vite lavorative e sociali almeno in parte. Si potrà essere narratori e ascoltatori e bersi una tisana live assieme la sera a partire dalle 21.30 in collegamento mentre uno di noi a turno racconterà la sua storia breve per una buonanotte.” Introdotto così il gruppo, che chiaramente richiama la villa e l’idea di Boccaccio, ha dieci regole: un re o una regina, nominati tra i membri, scelgono ogni giorno un tema, chiunque può essere narratore e ogni sera, tisana a portata, potrà raccontare una storia di quindici minuti in diretta. Molti dei membri sono artisti e attori in questo momento fermi per i provvedimenti sui teatri e sulle iniziative culturali e contribuiscono attivamente ad animare questo Decamerone moderno. Connettere, condividere, narrare sono tra le parole più usate nella descrizione – ma anche nei commenti e nei post – di questo gruppo. Ogni interazione è entusiasta, propositiva, nuova e interessante e anche io, che sono al sud e non in quarantena, vengo presa dalla voglia di partecipare, di bere una tazza di the con chi non conosco e ascoltare una storia, prendendo una bella e sana pausa dai post monotematici della home di Facebook. Oltre 600 persone oggi fanno parte di questa community, parola che qui finalmente si può usare nella giusta accezione.

Questa iniziativa non è un unicum: scorrendo tra riviste, ashatag e pagine social ho scoperto che di antidoti virtuali al Coronavirus ne stanno nascendo tantissimi. Un articolo de Il Libraio – che tra l’altro si è fatto promotore dell’iniziativa #libriaperti, coinvolgendo autori e autrici che condividono consigli di lettura e pensieri – ha raccontato delle numerose iniziative a cura di librerie e profili social. Tra i partecipanti anche Feltrinelli, accanto a librerie indipendenti e singoli amanti della lettura.

Più cerco più trovo cose di cui parlare, come Lezioni sul sofà: un sito, creato da due autori di libri per bambini per aiutare bimbi e genitori costretti ad affrontare giorni di quarantena e scuole chiuse. “C’è in giro un virus che si chiama Corona. Le scuole sono chiuse. Per strada consigliano di non andare. Come fare a scacciare la noia? Ci pensiamo noi scrittrici e scrittori italiani: facciamo noi lezione! Sulle cose più diverse, su quelle che ci piacciono, su quelle che vi piacciono, su quelle che non conoscevate, e su quelle che amate”, scrivono gli autori nelle informazioni.

Sono certa che se volessi potrei continuare a lungo e mi piacerebbe un sacco perchè è da almeno un’ora che, guardando queste cose, non leggo un post di aggiornamento sul virus, sul numero di contagi, su come lavarmi le mani e cosa non fare nei prossimi giorni e – essendo pure domenica – devo dire che la cosa mi piace.

Per chi ama la cultura questa occasione è diventata la migliore per trasformare una paura al limite con la psicosi per rilanciare le migliori iniziative per il tempo libero, trasformando l’ansia di non poter fare in momento per fare con tutti gli strumenti che oggi abbiamo. Community culturale e social già convivono, ma il vuoto che crea l’eliminazione della vita vera in qualche modo ora si può colmare.

Avete notato che attori e artisti – i più danneggiati di questo brutto momento – hanno sostituito il tempo per lamentarsi con quello per raccontarci storie sui social? Avete visto che a chi vende e promuove libri interessa farci leggere anche a distanza? Avete notato che, anche solo spulciando i due o tre siti che ho inserito in questo pezzo, avete abbassato per cinque minuti la mascherina e scoperto una storia che non conoscevate?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...