“Contrattempi moderni”: in scena l’occasione per ridere e riflettere

Cosa accadrebbe se la tecnologia ci sfidasse e prendesse il sopravvento? Un’idea ce la dà Raffaello Tullo che a teatro con ”Contrattempi Moderni” diventa un ultra moderno Charlie Chaplin alle prese con una casa domotica e forse fin troppo tecnologica.

Nell’innovativo spettacolo con la regia di Alberto di Risio e scritto da Alessandro Clemente, Raffaello Tullo e Alberto di Risio, il protagonista si sveglia dopo la prima notte nella sua nuova casa domotica. Dovrebbe prepararsi per l’arrivo a pranzo di fidanzata e suoceri, ma tv, tablet, telecomandi e innovazione gli si rivoltano contro e tutto, paradossalmente, diventa più difficile.

Rimanendo rigorosamente in pigiama per l’intero spettacolo, Raffaello Tullo fa riflettere il suo pubblico sulle difficoltà della modernità e sui limiti di ciò che ci sembra innovativo regalando, al contempo, puro divertimento. Le avventure casalinghe del protagonista diventano quindi gag, intrecci paradossali, balletti, clownerie e innovativa interazione con il pubblico. Con stili e movenze che richiamano “Tempi moderni” e che, poi, omaggiano grandi classici di musica, cinema e spettacolo, Raffaello Tullo si afferma come irriverente one man show capace di divertire e catturare i presenti in sala.

“Contrattempi moderni” è quindi una serata divertente ma anche un modo per riconoscere i limiti della contemporaneità. La caratura artistica di Raffaello Tullo emerge forte e chiara anche nell’interazione spontanea e non programmata con il pubblico, nella voglia di raccontare qualcosa e nell’aver trovato il modo innovativo di farlo. Con lui, in scena e nella vita, Martina Salvatore. Il suo ingresso in scena sul finale, quando con Tullo balla e canta, tiene incollato il pubblico alla poltrona fino all’ultimo meritato applauso.

L’attore e showman pugliese Raffaello Tullo, noto soprattutto per aver fondato la Rimbamband, aveva raccontato di se e del suo lavoro su questo blog con una storia su arte e teatro raccontata in tempi di pandemia e teatri chiusi. Oggi che i teatri sono aperti, possiamo sederci tutti vicini e ridere senza problemi va in scena tanto di quello che negli scorsi anni, al chiuso, si è progettato. Sapere che “Contrattempi moderni” è un’idea nata sotto lockdown e che oggi riempie i teatri fa sorridere ma, soprattutto, fa venire voglia di essere tra il pubblico no?

Io ho visto “Contrattempi moderni” il 19 gennaio al Teatro del Fuoco di Foggia, le info sulle prossime date le trovate sicuramente sui canali di Raffaello Tullo!

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